COSERE | 113 3.1. L’intelligenza emotiva: imparare a gestire le emozioni del personale. Il successo non dipende esclusivamente dal quoziente intellettivo, ma anche dall’intelligenza emotiva, la cui importanza è stata riconosciuta negli anni ’90 grazie al lavoro svolto da Daniel Goleman. Che cos’è l’intelligenza emotiva? Le emozioni svolgono un ruolo significativo in tutto quello che pensiamo e facciamo ogni giorno, influenzano i nostri comportamenti, la capacità di risoluzione dei problemi e i processi decisionali. Le persone dotate di una spiccata intelligenza emotiva di solito comunicano in maniera più efficace, sanno gestire meglio lo stress e i conflitti, lavorano bene in gruppo e sono in grado di adattarsi ai cambiamenti. Questa è un quadro piuttosto breve e accurato dell’importanza dell’intelligenza emotiva nella nostra vita. L’intelligenza emotiva abbraccia diverse abilità individuali. • consapevolezza di sé (saper riconoscere le proprie emozioni e i propri comportamenti); • autocontrollo (la capacità di gestire e controllare le proprie emozioni e reazioni); • motivazione (la tendenza ad essere guidati da obiettivi e aspirazioni personali); • empatia (la capacità di comprendere e condividere lo stato emotivo di altre persone) • competenze interpersonali (la capacità di interagire, comunicare e gestire le relazioni in modo efficace). Le abilità legate all’intelligenza emotiva possono essere suddivise in due grandi gruppi: competenze personali e competenze sociali. • Le competenze personali comprendono la capacità di essere consapevoli delle proprie emozioni, gestirle in maniera efficace e usarle per adottare comportamenti volti al raggiungimento di un obiettivo. • Le competenze sociali riguardano la capacità di comprendere le emozioni, i comportamenti e le ragioni altrui, dimostrare empatia, comunicare in maniera efficace e creare dei rapporti positivi allo scopo di gestire le relazioni sociali con successo e raggiungere degli obiettivi comuni.
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