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COSERE | 105 L’approccio relazionale basato sugli interessi L’approccio relazionale basato sugli interessi è incentrato sui desideri inespressi delle persone. Consente di trovare una soluzione che vada bene per tutte e tutti, affinché ogni persona si senta soddisfatta. Applicare questo approccio in una scuola significa far sì che studenti, insegnanti e personale scolastico si ascoltino a vicenda e riescano a trovare ciò che per loro è davvero importante. Immaginiamo che vi sia un conflitto riguardo all’uso di un determinato spazio a pranzo, anziché litigare, le e gli studenti si potrebbero confrontare e dare voce ai rispettivi desideri. Pensiamo che ci sia una studente che ha bisogno di uno spazio tranquillo in cui studiare, mentre un altro desidera passare lì del tempo con il proprio gruppo. Comprendendo le rispettive ragioni, potranno trovare una soluzione che vada bene per tutti, come – ad esempio – stabilire dei turni. Questo approccio consiste anche nel costruire dei rapporti improntati alla fiducia. Quando tutte le persone sentono di essere ascoltate e rispettate, sono più inclini a lavorare insieme per risolvere i problemi. Per raggiungere questo livello di coesione potrebbe essere utile svolgere delle attività al di fuori della classe, come dei giochi o delle attività di team-building. In sostanza l’approccio relazionale basato sugli interessi sottintende l’importanza di sforzi collaborativi, del coinvolgimento empatico e della ricerca di soluzioni in grado di garantire la soddisfazione di tutti i soggetti che animano la comunità scolastica. Ecco i principali passaggi del processo di risoluzione dei conflitti nell’ambito dell’approccio relazionale basato sugli interessi. 1. Definire il problema: occorre individuare le cause o gli interessi che contribuiscono al conflitto e incoraggiare i soggetti coinvolti ad esprimere il proprio punto di vista e le proprie sensazioni sulla questione. Ad esempio: due colleghi discutono della gestione del tempo in classe. Hai prestato ascolto alle loro versioni e hai capito qual è il vero bisogno: è tutto come dicono o c’è di più? 2. Separare interessi e posizioni: è possibile aiutare le persone a distinguere tra la loro posizione (quello che vogliono, ad es., più tempo) ed i loro interessi (perché lo vogliono, ad es., perché uno dei due insegnanti non vuole perdere un quarto d’ora della propria ora a risistemare l’aula dopo la lezione precedente). Ricorda che spesso le posizioni vengono presentate sotto forma di richieste, mentre gli interessi rappresentano i bisogni e le preoccupazioni più comuni.

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