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126 | COSERE In alternativa, il burnout può essere descritto come “uno stato d’animo cronico, negativo, legato al lavoro in individui ‘normali’, contrassegnato da una forte stanchezza, accompagnata da stress, dalla sensazione di non essere all’altezza, da una minore motivazione e dall’emergere di atteggiamenti e comportamenti disfunzionali al lavoro”. Le persone affette dalla sindrome da burnout spesso condividono osservazioni del tipo: “Mi sento frustrato. È sempre più difficile fare bene e la situazione continua a peggiorare”, “Ho perso la passione per un lavoro che prima amavo” o “Mi sento sopraffatta, ho troppo lavoro, sono in trappola e non vedo via d’uscita”. Haberman dà una definizione comportamentale del burnout da lavoro, descrivendola come “la condizione di un insegnante che continua ad essere pagato, ma non riesce più a svolgere il proprio lavoro come dovrebbe. Fa tutto ciò che dovrebbe fare un insegnante, ma non è coinvolto emotivamente e sente che il suo lavoro è inutile. È convinto che i suoi sforzi non avranno un impatto positivo sulle vite delle e degli studenti e per questo ha perso interesse nei confronti della propria professione. È divenuto, quindi, un dipendente disinteressato che non si sente responsabile del comportamento e dell’apprendimento della classe. Il suo solo scopo è quello di rispettare i requisiti minimi e mantenere il lavoro (Haberman, 1995)”. Tre aspetti del burnout da lavoro • All’inizio, il burnout da lavoro era analizzato alla luce di un modello monodimensionale. Tuttavia, Maslach ha preso in esame la questione sviluppandone uno multidimensionale ed individuando tre parametri chiave: esaurimento emotivo, depersonalizzazione e ridotta realizzazione professionale. • L’esaurimento emotivo è legato alla sensazione di aver esaurito le proprie risorse, il che rende le persone altamente suscettibili ai fattori di stress determinati dalle mansioni professionali svolte. • La depersonalizzazione si manifesta attraverso un progressivo allontanamento dalle altre persone che non vengono più viste nella loro individualità. Tale condizione si traduce in un atteggiamento cinico nei confronti delle e degli studenti e dell’ambiente di lavoro. • La ridotta realizzazione personale sottintende la sensazione di incompetenza, fallimento e una ridotta capacità di raggiungere degli obiettivi professionali. Chi è affetto da sindrome da burnout valuta il proprio lavoro in maniera peggiore rispetto alle proprie colleghe e ai propri colleghi.

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