COSERE | 157 2.1. I ruoli In alcune scuole la supervisione svolge un ruolo importante, sebbene questo modello sia originariamente pensato per il counselling e il mondo dell’assistenza sociale. Una definizione Il termine supervisione evoca una “visione distaccata”, pertanto può capitare che in alcuni contesti si ricorra a un processo formale caratterizzato da un forte elemento di controllo. La supervisione può essere legata alla valutazione dell’adesione a standard e procedure lavorative, etica e deontologia professionale. Tuttavia, è chiaro che tale processo non debba sempre essere formativo. Per ragioni pratiche, in molti sistemi scolastici, la supervisione del personale docente è correlata alla valutazione del rendimento. Tuttavia, tale elemento appare in contraddizione con lo scopo della supervisione, che è quello di stimolare la crescita professionale (i.e. Sullivan & Glanz, 2013). Se si vuole che la supervisione abbia un impatto anche sulla crescita professionale e sul rafforzamento dei rapporti collegiali, occorre avvicinarsi a un modello più umanistico come quello della supervisione volontaria tra pari. In base a questo modello, la supervisione diviene affine al mentoring e al coaching in quanto fornisce uno spazio sicuro in cui prendere in esame le proprie incertezze e le difficoltà lavorative. È un modo per riflettere su quello che potrebbe accadere e sul contesto su cui si basano azioni e comportamenti del personale docente. In questo modo l’insegnante riesce a trovare il tempo e lo spazio necessario per recuperare le proprie energie. La supervisione consente di acquisire una maggiore chiarezza e crea delle opportunità di cambiamento (Shohet & Shohet, 2020). Qual è il ruolo del supervisore? Se la supervisione serve a esercitare un controllo, allora il ruolo di supervisore sarà assunto da un superiore come, ad esempio, la o il preside. Di solito, nelle scuole capita più di frequente di imbattersi nelle cosiddette “osservazioni” effettuate da persone responsabili durante le lezioni in classe allo scopo di dare un feedback. Tuttavia, le e i dirigenti scolastici di solito non hanno tempo per effettuare un vero e proprio lavoro di supervisione e il rapporto di subordinazione limita la capacità della persona esaminata di aprirsi. Inoltre, alcuni dirigenti svolgono questa mansione in maniera intuitiva, poiché non dispongono delle competenze necessarie (April & Bouchamma, 2015) Nel modello della supervisione tra pari, il ruolo di supervisore può essere ricoperto da qualunque collega capace di instaurare e mantenere un rapporto, discutere e fornire feedback formativi (DuFour & Eaker, 2004). È necessario che questa persona disponga delle conoscenze e dell’esperienza necessaria in relazione ai temi presi in esame, ma questo aspetto dipende anche dagli obiettivi della supervisione. Se si decide di studiare la componente relazionale, allora il compito di supervisore può essere ricoperto da una o uno psicoterapeuta, mentre nel caso dei metodi di insegnamento sarebbe più appropriato individuare un individuo che abbia esperienza diretta nel campo della didattica.
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