COSERE_WP4_Handbook_IT

164 | COSERE un buon rapporto con questa persona. È fondamentale, quindi, prestare attenzione agli abbinamenti. È sempre meglio, infatti, lasciare che sia la o il mentee a scegliere il proprio mentore. Il mentore dovrebbe essere una o un insegnante in gamba che abbia le seguenti capacità (cfr. Jonson, 2008): • capacità di trasmettere strategie didattiche efficaci; • conoscere il programma; • capacità di ascoltare in maniera attiva; • capacità di comunicare apertamente con la o il mentee; • sensibilità nei confronti dei bisogni della o del mentee; • capacità di guidare la o il mentee senza costrizioni lasciando la persona libera di scegliere; • capacità di prendersi cura e dare consigli senza giudicare. Ogni mentore deve poter accedere a programmi di supervisione e formazione. I percorsi di formazione rivolti alle e ai mentori non sempre sono definiti con chiarezza, mentre di solito è sempre possibile accedere a programmi di supervisione. Il mentoring di successo Le ricerche condotte sul mentoring hanno individuato i seguenti fattori di successo: • creare un rapporto tra mentore e mentee. Il rapporto si basa sulla volontarietà, la fiducia, l’apprendimento. Ha una durata mediolunga che dipende dal raggiungimento degli obiettivi; • stabilire degli obiettivi di mentoring specifici. L’obiettivo del mentoring di solito è scelto dalla o dal mentee, ma alle volte è possibile tenere conto anche delle esigenze dell’organizzazione (ad es., quando la scuola ha bisogno di lavorare su un determinato aspetto) (Lazarová et al., 2016). In generale, il mentore sostiene il mentee, ne facilita la riflessione e i processi di apprendimento, gli fornisce gli strumenti di cui ha bisogno e gli trasmette coraggio; • metodi diversi. Il processo di mentoring, le procedure e le tecniche usate dipendono dagli obiettivi, dal contesto, dai bisogni e dallo stile di apprendimento della o del mentee, nonché dalle sue esperienze e competenze. Tuttavia, gli strumenti di lavoro essenziali e le competenze della o del mentore sono l’ascolto attivo, l’osservazione dell’attività didattica, la capacità di condurre delle interviste, dare il proprio feedback e servirsi di tecniche e strumenti per diversificare la collaborazione e aumentare l’efficienza (ad es., questionari di valutazione)(A Learning, 2010; Jonson, 2008; Lazarová et al., 2016); • valutazione del mentoring. Il mentoring deve essere efficace. La sua efficacia è valutata da mentore e mentee regolarmente, anche al termine della collaborazione. Occorre sottolineare che ogni mentore ha un proprio metodo in base alle proprie abilità e possibilità, ma aderisce ai principi di base del mentoring efficace.

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