COSERE_WP4_Handbook_IT

COSERE | 169 • Mantenere la concentrazione e creare una struttura È importante che la o il mentee si approcci al mentore facendo riferimento all’insieme di competenze che intende acquisire. Ad esempio, non basta rivolgersi a un mentore esperto nel campo degli affari. È importante mantenere la concentrazione, quindi se si vuole migliorare la propria capacità di negoziazione, occorre rivolgersi a un mentore che possieda delle forti competenze in questo campo. Per il mentore, invece, è importante definire il rapporto. Bisogna assicurarsi che ci siano degli elementi su cui agire da condividere con il mentee sulla base di ciò che desidera imparare. Infine, occorre organizzare degli incontri con cadenza regolare (ad es., una volta al mese) per dare continuità al rapporto. • Raggiungere degli obiettivi Il primo obiettivo del mentore è quello di aiutare le persone a raggiungere i propri obiettivi. Sebbene i mentori abbiano, quindi, molte responsabilità, il loro intento finale è sempre quello. Tra le altre responsabilità ricordiamo: dare consigli, fornire indicazioni, esprimere critiche e sostenere il mentee, oltre ad essere il suo modello di ruolo, insegnante, consulente, sponsor, sostenitore e alleato. È necessario, infatti, fornire al mentee tutti gli strumenti di cui ha bisogno per divenire la versione migliore di sé stesso. • Costruire un rapporto di fiducia attraverso un maggiore coinvolgimento Il mentore deve dare l’esempio e il mentee deve essere sempre disposto ad ascoltare. Il rapporto mentore/mentee deve essere improntato al coinvolgimento. Il mentee, infatti, vuole comprendere il perché delle cose e il mentore ha la responsabilità di liberare il suo potenziale creativo. Allo stesso tempo, il mentee deve essere pronto ad ascoltare e ad andare alla scoperta di nuove idee creative. Così facendo si crea un livello di fiducia tra mentore e mentee ed entrambi possono imparare qualcosa dall’esperienza. • Mettersi in discussione con domande curiose e a risposta aperte I mentori devono saper vestire anche i panni dell’avvocato del diavolo, mentre i mentee dovrebbero costantemente interrogare e mettere in discussione i mentori con domande curiose. Ad esempio, quando un mentee presenta al mentore un’idea o un concetto, quest’ultimo deve fare del suo meglio per formulare delle contro-argomentazioni o indicare dei nuovi approcci per aiutare il mentee a crescere più rapidamente, perché così sarà costretto a pensare non solo alle cose che secondo lui funzionano, ma anche a come possono ribattere gli altri. Allo stesso tempo, il mentee deve provare a comprendere tutti i diversi punti di vista, a prescindere dall’argomento, al fine di imparare a fare anche lui l’avvocato del diavolo. È ironico pensare che questi elementi aiutano entrambe le parti a crescere a loro modo, arricchendo il loro rapporto e le conoscenze da condividere con gli altri.

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