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COSERE | 21 2.3.6. Victor Harold Vroom – La teoria dell’aspettativa La teoria dell’aspettativa di Vroom si basa sul presupposto che le persone desiderano ottenere il massimo del piacere e ridurre al minimo il dolore. Ciò significa che si comportano in modo tale da ottenere il miglior risultato possibile. La teoria si basa sull’idea che la motivazione dipende dal valore che il dipendente attribuisce al risultato e che esiste un rapporto di interdipendenza tra gli sforzi profusi per avere successo e la fiducia nella possibilità di ottenere una ricompensa soddisfacente. La teoria dell’aspettativa individua tre variabili che uniscono motivazione, sforzo e rendimento: aspettativa, strumentalità e valenza. Aspettativa (E) Se un dipendente si impegna, si aspetta di ottenere un certo risultato. Se non ottiene il risultato, non sarà motivato a impegnarsi nuovamente, e così non sarà soddisfatto del risultato. Strumentalità (I) Il dipendente potrebbe sforzarsi e ottenere il risultato sperato, ma se non crede che il risultato serva ad ottenere una ricompensa, non sarà motivato. Così, il risultato non viene raggiunto e il dipendente non è soddisfatto. È importante osservare che non sempre il dipendente si aspetta una ricompensa all’inizio. Valenza (V) La valenza è il valore attribuito al risultato. Più un dipendente attribuisce valore a una ricompensa, maggiore sarà la soddisfazione che proverà nei confronti dell’impegno profuso. La ricompensa non deve necessariamente essere importante, deve solo avere valore per il dipendente, a prescindere dal fatto che si tratti di un premio in denaro, una vacanza extra o un semplice complimento. Forza motivazionale (MF) = aspettativa (E) x strumentalità (I) x valenza (V) Se E, I o V sono pari a zero, allora l’equazione è destinata a fallire, dal momento che indica che la motivazione è scarsa o assente.

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