COSERE | 69 2.2. Ascolto attivo Nella prefazione ad Active Listening, un volume della serie Research and Resources in Language Teaching, i curatori Candlin e Hadfield affermano che “L’ascolto è oggi giustamente considerato alla base della nostra capacità comunicativa” (Rost & Wilson, 2013). L’ascolto attivo è il naturale proseguimento di questo fondamento. Oggi l’importanza dell’ascolto attivo nella comunicazione è universalmente riconosciuta e sappiamo che “per essere dei bravi comunicatori bisogna prima ascoltare in maniera attiva” (Leonardo, 2022). Quello che distingue l’ascolto attivo dall’attenzione passiva verso ciò che una persona sta dicendo, tuttavia, è il coinvolgimento di chi ascolta testimoniato dalla capacità di “parafrasare il messaggio di chi parla, porre domande appropriate e mantenere un coinvolgimento elevato nella conversazione a livello non verbale” (Weger et. al, 2014). Sebbene il termine “ascolto attivo” sia molto popolare, esistono anche delle altre definizioni di questo tipo di coinvolgimento cosciente nell’ascolto come, ad esempio, “ascolto empatico, tecnica dell’ascoltatore-parlante, ascolto riflessivo e ascolto dialogico” (Weger et. al, 2014), tra gli altri. Ma come si impara ad ascoltare in maniera attiva? La chiave consiste nel riconoscere le varie componenti che contribuiscono al raggiungimento di questo obiettivo finale. L’ascolto attivo non è possibile senza prima aver compreso le forme di ascolto passive, critiche o riflessive. Nell’ascolto passivo, ci limitiamo a “consentire a chi parla di esprimersi” (Leonardo, 2022). Potrebbe sembrare semplice, ma in realtà è estremamente difficile! Alle volte il nostro desiderio di mostrarci interessati verso ciò che l’altra persona ha da dire fa sì che la interrompiamo involontariamente, il che può essere molto frustrante. L’ascolto attivo ci insegna a impegnarci in una comunicazione paziente per dare all’altra parte l’opportunità di sentirsi ascoltata. L’ascolto riflessivo è una tecnica di rispecchiamento che ci consente di ripetere elementi del discorso del nostro interlocutore per dimostrare che abbiamo compreso le sue parole. L’ascolto critico, invece, è quello che prevede un livello di coinvolgimento più elevato, dal momento che la persona deve contribuire con “le proprie analisi e opinioni relative al messaggio trasmesso” (Leonardo, 2022). Quando ci impegniamo nell’ascolto attivo, ci serviamo di tutte e tre le tecniche descritte qui sopra. Inoltre, tali strategie consentono di migliorare tre abilità fondamentali: la consapevolezza, la capacità ricettiva e quella percettiva. “Per consapevolezza si intende la capacità di prestare attenzione allo scopo di trovare nuove idee. La capacità percettiva è quella che ci consente di passare al setaccio le principali idee di chi parla, analizzando non solo alle parole che vengono dette, ma anche ai gesti e ai segnali non verbali. La capacità percettiva completa l’arte dell’ascolto e non è altro che l’atto di interpretare correttamente ciò che si ascolta allo scopo di facilitare la comprensione” (Khanna, 2020).
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