72 | COSERE La comunicazione passiva, come dice il nome stesso, è caratterizzata dalla riluttanza ad esprimersi apertamente. Questo stile comunicativo può essere definito “non conflittuale” o “evitante”. Tale comportamento può essere motivato da diverse ragioni, legate a problemi di insicurezza o a una scarsa fiducia in sé stessi. Alle volte, però, chi comunica in maniera passiva può semplicemente preferire questo stile comunicativo per evitare i conflitti. Ad ogni modo, la comunicazione passiva può causare delle complicazioni quando i bisogni di una persona non vengono soddisfatti perché questa non è riuscita a difendere le proprie ragioni, oppure causare dei problemi ancora più gravi quando emergono questioni irrisolte ed emozioni inespresse. Se da questa parte dello spettro abbiamo lo stile comunicativo passivo, dall’altra troveremo, invece, quello aggressivo. Le persone che adottano questo stile comunicativo hanno un approccio dominante, poiché credono che le loro esigenze e opinioni vengano prima di quelle degli altri. Chi assume questo atteggiamento caparbio e sicuro raggiunge i propri obiettivi a breve termine in maniera puntuale. Ad ogni modo non è una pratica sostenibile, dal momento che di solito prevede il ricorso all’intimidazione e non tiene conto dei sentimenti e dei limiti altrui. La comunicazione aggressiva è di fatto una bomba ad orologeria: sappiamo, infatti, che questo stile comunicativo se causerà dei problemi interpersonali, anche se ignoriamo quando. Anche in questo caso è necessario tenere conto delle ragioni che portano le persone ad adottare questo stile comunicativo. È probabile, ad esempio, che anche loro abbiano delle insicurezze o dei problemi di fiducia, o abbiano semplicemente sviluppato delle cattive abitudini in virtù dei successi ottenuti in passato adottando questo stile comunicativo. Come detto in precedenza, gli stili comunicativi costituiscono una sorta di spettro, il continuum passivo-assertivo-aggressivo teorizzato da Nichols (Nichols, 2020). Come suggerisce il titolo, la comunicazione assertiva occupa uno spazio intermedio. Chi comunica in maniera assertiva, a differenza di chi adotta uno stile comunicativo passivo, non ha paura di condividere i propri pensieri, sentimenti e bisogni. A differenza, invece, di chi adotta uno stile comunicativo aggressivo, rispetta i sentimenti e i limiti altrui. La fiducia di queste persone non deriva da rabbia o frustrazione, ma dalla chiarezza e dalla sensazione di avere uno scopo. In generale, la comunicazione assertiva ha un impatto positivo sulla risoluzione dei problemi, dal momento che chi adotta questo stile comunicativo riesce a risolvere un problema, mantenendo le distanze, evitando, ad esempio, di investire troppe energie personali in questioni lavorative. Adesso sappiamo come distinguere tra i principali stili comunicativi sulla base degli approcci individuali adottati per affrontare i problemi, ma da quali segnali non verbali possiamo riconoscerli? In precedenza abbiamo fatto riferimento alle possibili insicurezze di chi adotta uno stile comunicativo passivo; per questa ragione molti gesti che associamo al nervosismo si
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