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COSERE | 77 • Ascolto attivo e assertività: trovare un equilibrio per una comunicazione efficace Quando abbiamo parlato della preminenza dell’ascolto attivo, abbiamo citato il lavoro di Rost e Wilson che sostengono che “l’ascolto oggi è giustamente considerato la base della competenza comunicativa” (Rost & Wilson, 2013). Lo studio dei paragrafi precedenti ci ha permesso di comprendere che lo stile comunicativo assertivo è quello più sano ed efficace. Mettendo in relazione, quindi, la comunicazione assertiva e l’ascolto attivo possiamo, quindi, raggiungere l’efficacia comunicativa alla quale molte persone aspirano. Tuttavia, questo processo è una maratona, non una gara di velocità! Non bisogna aspettarsi di essere in grado di applicare tutti gli insegnamenti una volta concluso questo modulo. Al contrario, bisogna cominciare prendendo alcuni di questi consigli e tecniche e aumentare la frequenza con la quale si usano nel corso del tempo. In questo modo possiamo raggiungere delle aspettative realistiche e, con l’andar del tempo, ciò che prima era forzato, diverrà un’abitudine e verrà del tutto naturale. Immagina che l’ascolto attivo sia una sorta di ponte. La parola chiave in questo caso è l’aggettivo “attivo” che riflette la ragione d’essere della comunicazione assertiva, che esiste nel presente. Chi adotta tale stile comunicativo, come abbiamo detto in precedenza, non ha alcuna intenzione di attribuire colpe o di sfuggire a conflitti e confronti, ma si concentra, invece, sui problemi che man mano emergono. L’ascolto attivo, allo stesso modo, richiede consapevolezza e la volontà di vivere il momento presente, per consentire a chi ascolta di rispondere consapevolmente a ciò che viene comunicato. Entrambi i concetti, quindi, lavorano insieme per rendere più efficace la comunicazione. Inoltre, ascoltando in maniera attiva le persone è possibile trasmettere loro l’impressione di essere state davvero prese in considerazione. In questo modo sarà dimostrare rispetto, uno degli elementi cardine della comunicazione assertiva. La sinergia tra i due concetti parla, dunque, da sé, ma da dove possiamo cominciare per integrare comunicazione assertiva e ascolto attivo? Per prima cosa bisogna trovare un equilibrio tra parlare e ascoltare, sfruttando appieno ogni opportunità per esprimerci in maniera efficace. La comunicazione efficace è una sorta di danza. È collaborativa, i soggetti coinvolti devono muoversi in sincronia per raggiungere il risultato migliore. Non a caso Khanna parla di “duplice partecipazione” (Khanna, 2020). Occorre dare all’altra parte lo spazio sufficiente per esprimersi, mentre la controparte sarà contenta di sostenerla prima di fornire il proprio contributo. C’è bisogno di pazienza, tempismo e, soprattutto, della buona volontà dei soggetti coinvolti.

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