78 | COSERE Per fortuna, tuttavia, ci sono alcuni trucchetti che si possono utilizzare. Epitteto diceva che “Dio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà”. La saggezza racchiusa in questo detto è innegabile, ma chi comunica in maniera assertiva di solito punta a raggiungere un equilibrio perfetto. La chiave quando si tenta di associare assertività e ascolto attivo consiste nello sfruttare al massimo il 50% della discussione. Abbiamo sottolineato in precedenza l’importanza di inserirsi per porre domande o per parafrasare quello che è stato detto quando si ascolta in maniera attiva. Esiste, tuttavia, un metodo appropriato per questo processo. “Evita di cominciare le domande con la parola ‘perché’” (Leonardo, 2022). L’obiettivo è quello di rendere la comunicazione costruttiva e inclusiva per tutte le parti coinvolte, quindi è meglio evitare un linguaggio che può essere percepito come negativo. Ad esempio, quando ascoltiamo una persona parlare del suo carico di lavoro, anziché chiedere “Perché non hai finito di preparare quel documento?” potremmo optare per “Sarebbe possibile avere un aggiornamento su quel documento? Sono qui per supportarti se dovessi avere delle domande o delle richieste in merito”. Trasmettendo un senso di sicurezza ed eliminando la dimensione personale dalla domanda che poniamo quando siamo impegnanti nell’ascolto attivo, possiamo anche allenare la nostra assertività. Inoltre, possiamo stabilire una sorta di limite ricordando all’altra parte quali obblighi deve rispettare, senza adottare un atteggiamento minaccioso o polemico. Fondamentale, inoltre, è la volontà di riconoscere i segnali non verbali. Quando una persona fa una pausa per prendere fiato, potremmo provare la tentazione di sfruttare questa pausa per inserirci nella conversazione. Tuttavia, anziché agire così, dovremmo riflettere sull’opportunità di “Sorridere, annuire [o] commentare con un ‘sì’, ‘a-ha’, [ecc.] ... nonché con altri gesti ed espressioni facciali che indicano il nostro interesse” (Leonardo, 2022), che possono spingere l’altra parte a concludere il proprio intervento. Il silenzio è spesso la scelta migliore quando si hanno dei dubbi. Alle volte limitarsi ad annuire, anziché ricorrere a delle interiezioni, può incoraggiare l’altra persona ad esprimersi. Ciò spesso garantisce a chi ascolta la possibilità di accedere a informazioni preziose e, dunque, di ottenere degli elementi sulla base dei quali elaborare il proprio contributo. Inoltre, questo approccio contribuisce a trasmettere alle persone la sensazione di essere ascoltate, un elemento estremamente utile nella comunicazione.
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